MATERA, Novello Finotti tra storia e Sassi! La trentesima edizione delle Grandi Mostre nei Sassi

Novello Finotti tra storia e Sassi

 

E’ stata inaugurata il 30 giugno scorso la trentesima edizione delle Grandi Mostre nei Sassi, fedelmente curata dallo storico Circolo culturale La Scaletta di Matera.

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Quest’anno l’esposizione ospita 38 opere dell’artista veronese Novello Finotti, il quale vanta una carriera di fama internazionale con tappe espositive di prestigio come la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, la Armony Gallery di New York e molte altre.

Formatosi all’Accademia Cignaroli ebbe modo di ereditare le tecniche della Metafisica, spingendosi, tramite le sue rappresentazioni marmoree o bronzee, al confine tra realtà e sogno. Il suo stile enigmatico e surreale conferma un’intuizione: Finotti fu allievo di Magritte e De Chirico, i quali assunsero un ruolo primario nell’ambiente artistico surrealista del primo novecento stimolando la rappresentazione dell’inconscio e della libertà espressiva in generale.

Il complesso di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci si dimostra ancora una volta efficace nel matrimonio tra architettura rupestre e scultura contemporanea. La simbiosi che viene a crearsi è unica al mondo e rafforza il valore visivo delle opere che acquistano una cornice speciale.

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E’ il caso della scultura in bronzo “Macchina del tempo” che Finottirealizzò in occasione del primo invito alla Biennale di Venezia. L’opera ha tutta l’aria di essere un esperimento metafisico in cui l’artista cerca di unire il progresso tecnologico, che in quegli anni si stava affermando, e la presenza umana che cercava di coesistere con le novità scientifiche. La forma tondeggiante definisce la circolarità del tempo con riferimenti al passato e immaginazioni al futuro. In un luogo che “trasuda di umori” e di storia, la preoccupazione dell’artista veronese era proprio quella di non riuscire a competere con un luogo che racchiude già in se una enorme scultura realizzata in migliaia di anni.

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La grande soddisfazione sulla riuscita dell’evento è resa, secondo Finotti, dalla simbiosi delle opere con il contesto che in passato ha assunto diversi valori simbolici e funzionali di cui bisogna sempre tener conto. Altre sculture danno testimonianza della perfezione creativa dell’artista. Visitare la mostra è il modo migliore per fare un viaggio tra passato e presente attraverso l’arte e magari ricevere anche qualche impulso creativo. L’esposizione permane fino al 5 novembre 2017.

 

Mario Paolicelli